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Tagged: Digital Public History

Public History (of Education) and Applied History Manifestos’ 2011-2023

Public History and its sub-field of public History of education are applied disciplines in and for the present. However, good practices and ethical methods are sometimes summarized when producing disciplinary manifestos. This essay will engage with different history manifestos and their importance in describing the hermeneutic of Public and Applied History in the 21st century and how these manifestos are connected to the Public History of Education

La memoria del Covid-19: gli archivi nati durante la pandemia

Un ricercatore austriaco, Tizian Zumthurn ha riflettuto sulle modalità con le quali sono nati, in tutto il mondo, diversi progetti di memorializzazione della pandemia. Zumthurn precisa che i progetti si possono dividere in due approcci metodologici diversi: quelli che raccolgono qualcosa di specifico relativamente alla pandemia e invece quelli che generano forme più aperte di crowdsourcing. Dieci casi di studio in dieci paesi sono stati selezionati perché rappresentano un’ampia varietà di istituzioni coinvolte nel collezionismo partecipativo e nella pubblicazione digitale aperta al pubblico delle loro collezioni online per l’insegnamento e la ricerca

Homo Digitalis

Homo digitalis

Il digitale non solo ci circonda dai suoi strumenti e dagli schermi che guardiamo in continuazione, ma permea ogni aspetto della nostra vita. L’homo digitalis agisce in simbiosi con le tecnologie digitali e partecipa delle trasformazioni che stanno rimodellando, in poco tempo, anche gli aspetti più intimi e familiari della nostra vita, nelle relazioni sentimentali, nel lavoro, fino ad influenzare la politica, le istituzioni e le modalità del funzionamento delle nostre società […].

Hundred years after WW1: Doing Public History with Twitter

Are social media capable of tackling issues that deal with the past, or do they merely constitute a series of visual icons on web pages that allow us to share what we see and read with a selected choice of virtual “friends”? Could it be that we perceive these logos as also representing a portal that promotes user-generated content and participatory culture?….